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giovedì 10 ottobre 2013


Pubblichiamo oggi questa divertente recensione per la libreria dei nostri piccoli tratta dal blog di Davide Nonino, Quante storie Papà.

"Nell’infinita classifica delle gioie di papà che sto costruendo, questa delle storie della buona nanna è di sicuro nella top ten del momento. Proprio un paio di settimane fa, per la prima volta, ho addormentato (o steso dal sonno o fate voi) Nicolò leggendogli una storia (o meglio cinque storie perché c’è voluto un po’).

Ma non vi dico la soddisfazione, lui a seguire con quegli occhioni spalancosi e tu lì a leggere soffice svolazzando fra animaletti e nuvolette. Anche questa fa parte dell’identica classifica di gioie che è impossibile replicare su blog o altro formato non vivente.

Che poi l’ho addormentato con 365 storie illustrate da Richard Scarry (lo stesso, scotchato e restaurato, che usava mia papà e vuoi mettere che effetto nanna?). Oltre a questo grande classico (che trovate ancora in libreria con le stesse illustrazioni e storie solo rivisto un attimo nel layout) vi consiglio altre due chicche per la nanna dei bimbi atterrate dritte nella nostra baby-libreria.

Per i più piccoli:
A tutta nanna (Sinnos editrice). Una delizia di libro a misura di piccolissimi che recita così nella quarta di copertina (che da sola varrebbe l’acquisto): se tu dormi assieme ad un libro, alle 6 di mattina se hai freddo lui si spoglia e ti dà la copertina! Racconta la storia di un bimbo come tutti che non vuole mettersi a nanna che però, pagina dopo pagina, scopre quali meraviglie possano nascondere i sogni.

Per i più grandi:
100 storie per quando è troppo tardi (Feltrinelli e Scuola Holden). Fa parte della collana Save the parents e la quarta di copertina è tutta un programma: L’idea di fondo è semplice: il vostro bambino vuole la storia? Dategliela. Ma corta. Lui vince e voi non perdete. Tutti contenti. Storie e altri mezzi di soccorso per mettere in salvo genitori sprovveduti che pensavano che crescere un figlio fosse tutto sommato una passeggiata.
Le storie sono spesso strampalate e stralunate ma hanno il gran pregio di strappare a tutti un sorriso."

venerdì 4 ottobre 2013

Dal lettone al lettino

Risponde la dott.ssa Lucia Todaro, psicopedagogista
Perché i bimbi vogliono sempre stare nel lettone di mamma e papà?
Perché è bello, è bello sentire il calore umano, è bello sentire il contatto fisico con le persone che più amano, ed è un bisogno, dopo una giornata intera, quello di stare un pochino attaccati al loro papà e alla loro mamma. E’ un bisogno molto sano, un bisogno di affettività e comunicazione.
Insomma è una cosa normale, non è sinonimo di un problema?
No, diventa un problema solo se il genitore non si accorge che, nonostante il lettone, deve aiutare il suo bambino a diventare sempre più sicuro di sé e quindi anche a superare la difficoltà e la paura che può avere nel dormire nel suo lettino. Perché un bambino che sa dormire nel suo lettino si sente più forte e più sicuro di sé nella vita.
Ma come facciamo a far capire ai nostri figli che è un bene dormire nel proprio lettino?
Bisogna proprio accompagnarli, avere la pazienza di stare vicino a loro nel lettino, raccontargli una storia, fargli sentire della musica, parlare, mettere comunque a suo agio il bambino in maniera che abbia facilità nello stare nel lettino e sentirsi tranquillo. E se qualche volta arriva nel lettone di notte, avere la pazienza di prenderlo e di riportarlo nel suo lettino con tranquillità: se il bambino sente che papà e mamma hanno fiducia in lui, lui a poco a poco avrà fiducia in se stesso nel superare le sue paure.
E non avere più paure?
No, le paure sono una cosa normale per un bambino ma è superando le paure che diventa grande. Ecco perché la paura del buio può essere affrontata lasciando una lucetta di emergenza accesa piuttosto che la porta aperta perché si veda la luce dall’altra stanza, la mamma può allontanarsi ma continuare a parlare con il bambino dalla stanza in cui è andata, ma lui deve imparare a superare quella paura perché così si sentirà veramente forte e grande, un pochino alla volta.
Come far addormentare bene il nostro bambino?
Bisogna accompagnarli a poco a poco e passare dall’eccitazione della giornata a quella che è la tranquillità che il buon sonno richiede: per cui un bagnetto caldo prima di andare a letto, una tisana che possa aiutare il sonno, ma anche evitare quelle attività come i cartoni animati, troppo eccitanti. Invece una storia, la musica, papà e mamma che gli fanno le coccole sono un modo meraviglioso per abituarlo a stare nel suo lettino.

lunedì 23 settembre 2013

È importante che un bambino vada a dormire regolarmente allo stesso orario?


Risponde Luana Nosetti, pneumologa pediatra

La regolarità è fondamentale per i bambini.
È importante farli coricare sempre alla stessa ora perché in questo modo si instaura una routine, che li rassicura e permette loro di riconoscere il momento di andare a dormire. Quindi, una volta individuato l’orario ottimale (che può variare da bambino a bambino), questo va rispettato tutti i giorni, possibilmente senza eccezioni.
Ci sono piccoli che, passata una certa ora, fanno fatica a prendere sonno e tirano tardi, ma al mattino devono comunque svegliarsi presto per essere portati all’asilo o dalla nonna, finendo così per perdere una parte importante del loro riposo.

Teniamo presente che un bambino non ha ancora la nozione del tempo, quindi è inutile dirgli “sono le nove, si va a dormire”. Bisogna, piuttosto, scandire gli orari ricorrendo a punti di riferimento concreti, per esempio: “quando mamma e papà finiscono di cenare, è ora di andare a fare la nanna”.

martedì 30 luglio 2013

Bambini, a letto presto: il buon sonno aiuta le capacità cognitive


di Silvia Soligon

Un sonno regolare non è importante solo per il benessere degli adulti, ma anche per lo sviluppo cognitivo dei bambini. Secondo uno studio dell'University College di Londra le irregolarità del riposo notturno hanno effetti a lungo termine sulla salute dei più piccoli, soprattutto nel caso delle bambine.

Gli autori dello studio, guidati da Yvonne Kelly, hanno analizzato i dati relativi a più di 11mila bambini coinvolti nel Millennium Cohort Study, uno studio nazionale sui nati nel Regno Unito. In particolare sono stati presi in considerazione i dati relativi al riposo dei piccoli all'età di 9 mesi e di 3, 5 e 7 anni. A 7 anni sono state analizzate anche le capacità di lettura, quelle matematiche e quelle spaziali. Ne è emerso che le irregolarità del sonno sono più comuni a 3 anni, quando circa 1 bambino su 5 non va a letto sempre alla stessa ora. Questa cattiva abitudine è risultata associata a minori capacità cognitive a 7 anni e il suo effetto è risultato cumulativo. Infatti le bambine che non sono mai state abituate ad andare a dormire ad orari regolari hanno difficoltà maggiori rispetto ai coetanei.

Kelly e colleghi ipotizzano che un riposo irregolare possa influenzare negativamente i ritmi circadiani o avere effetti deleteri sulla plasticità cerebrale. “Il sonno è il prezzo che paghiamo per la plasticità nel giorno precedente e l'investimento necessario per consentire di apprendere nuove cose il giorno successivo – spiegano i ricercatori – Lo sviluppo precoce del bambino ha un'influenza profonda sulla salute e il benessere nel corso della vita. Perciò un sonno ridotto o interrotto, soprattutto in momenti cruciali dello sviluppo, potrebbe avere un impatto significativo sulla salute nel corso della vita”. Stando ai risultati di questo studio l'età in cui l'effetto del riposo sullo sviluppo cognitivo è maggiore sono i 3 anni.