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martedì 19 novembre 2013

15 consigli per potenziare la creatività dei bimbi


di
 Concetta Desando

La creatività è certamente un dono che alcuni hanno e altri no. Ma si può sviluppare: basta che i genitori sappiano come fare. La sofrologa e psicoterapeuta francese Michèle Freud dà 15 consigli per fare in modo che papà e mamma aiutino il loro piccolo in questo senso: basta poco per consentire ai bambini di liberare tutte le loro potenzialità creative.

1. Dategli libertà totale

“Per sviluppare la creatività del bambino – consiglia la specialista – lasciategli utilizzare tutte le forme espressive a sua disposizione: colori, scrittura, disegno, danza, sport, giardinaggio, poesia, teatro, pasta di sale, costruzioni...”.

2. Incoraggiate la sua espressione personale

Il bambino, spiega Michèle Freud, deve avere un ruolo attivo. Proponetegli tutte le attività che volete, ma non imponetegli i vostri gusti o le vostre passioni. “La creatività – sottolinea – è legata all’iniziativa”.

3. Non giudicate la qualità dei suoi prodotti

“Creare – avverte la psicoterapeuta - non è riprodurre l’esistente. Non è realizzare ‘una bella immagine’ ma piuttosto realizzare ‘a sua immagine’”.

4. Aiutate la sua sensibilità emozionale

La paura è nemica della creatività, dice la Freud. E quindi è necessario “insegnare a vostro figlio a dare un nome alle sue emozioni, a superare i timori”. Un buon metodo per farlo è attraverso le favole, dove l’eroe esprime le proprie paure e poi le supera. Mentre i più grandicelli vanno aiutati a verbalizzare i propri sentimenti.
5. Aiutatelo a sviluppare i suoi sensi
“Per sviluppare la propria creatività e intelligenza – raccomanda l’esperta – i bambini hanno bisogno di esperienze varie e legate ai sensi. Che in loro sono acutissimi, perché sono nell’età della scoperta”. Quindi proponetegli di sperimentare tutto ciò che è possibile: odori, colori, sapori… tutto fa esperienza.

6. Lasciate libero corso alla sua inventiva

I bambini, secondo la psicoterapeuta, non dovrebbero essere “confinati” in luoghi ultra-sicuri con oggetti studiati appositamente per loro. Perché “la conoscenza si nutre di tutto tranne che di monotonia. Ed essere creativi significa poter utilizzare un gioco anche in un modo per il quale non è stato progettato”.

7. Rimpiazzate i “giochi educativi” con giocattoli “veri”

I cosiddetti “giochi educativi”, secondo la Freud, “non lasciano spazio all’individualità del bambino, non gli lasciano decidere come giocare”.

8. Non snobbate le attività artistiche

Lo spirito va nutrito quanto il corpo, e l’arte è un alimento per la creatività. Quindi i musei sono utili quanto i parchi. Fategli conoscere scultura, pittura, fotografia… poi starà a lui scegliere a cosa ispirarsi.

9. Consentitegli di essere originale

“La creatività è la possibilità di sviluppare una personalità originale”, sostiene la studiosa. Quindi se al bambino piace mettere calze di colore diverso, o se vuole mettere gli stivali in gomma d’estate, lasciatelo fare.

10. Rispettate il suo pensiero divergente

Durante i primi anni, i bambini vivono in un mondo in cui realtà e finzione si mescolano. “Sono capaci di fluidità e di cambiamenti d’idea repentini, e vogliono una cosa e il suo contrario. È ciò che viene chiamato ‘pensiero divergente’. Noi genitori abbiamo perso questa dimensione fantastica, e confidiamo troppo nel pensiero unico, stereotipato. Quindi se gli chiedete ‘ di che colore è?’ e vi risponde ‘come un morso di sole’ invece di ‘giallo’, non biasimatelo: anzi, complimentatevi”.

11. Accompagnate il suo interesse per la natura

Tra i 4 e i 7 anni i bambini si interessano e si appassionano alla natura. Fategli coltivare una piantina, lasciategli osservare gli animali. E aiutatelo a elaborare la storia delle bestiole: come vivono? Cosa fanno nel bosco? La natura è creativa di per sé…

12. Cucinate insieme

Trasformare farina, latte, zucchero e uova in una torta è creatività. “Quando potete – consiglia dunque Michèle Freud – lasciate che il bambino inventi le proprie ricette, mischi ingredienti di sua scelta, aggiunga i suoi aromi”.

13. Stimolate la sua immaginazione

La fiaba della buona notte può essere un momento propizio per la creatività: chiedete al vostro bambino di raccontarvi lui una storia. O cercate insieme un altro finale per una favola nota.

14. Nutrite la sua sensibilità musicale

Fategli ascoltare melodie, suoni, e chiedetegli a cosa lo fanno pensare. Magari, fateglielo disegnare.

15. Favorite il suo spirito da costruttore

Tutti i giochi di costruzioni gli permettono di creare oggetti e forme, di fabbricare oggetti immaginari e animali mitologici. E sviluppano la creatività. “Non chiedetegli di riprodurre un modello – è l’ultimo consiglio della sofrologa – ma lasciatelo libero di inventare”.

sabato 19 ottobre 2013

Scegliamo lo sport giusto con i nostri figli

Lo sport, per il bambino, deve essere prima di tutto un gioco da vivere con gioia insieme ai coetanei. È un momento di incontro e di aggregazione per aiutare a crescere sani nel corpo e nello spirito. Allo stesso tempo può rappresentare un’occasione per imparare i fondamenti dell’attività motoria.

I bambini dovrebbero arrivare spontaneamente alla scelta di fare sport; ai genitori spetta incoraggiarli, tenendo conto della loro età e della disciplina che intendono praticare.
Spesso è difficile dare una mano al bambino per scegliere lo sport più adatto alla sua età, alle sue caratteristiche fisiche e psicologiche, ma non dobbiamo decidere per loro. Non esistono sport di serie A e sport di serie B; ogni disciplina ha le sue caratteristiche, le sue regole (sia individuali che di gruppo) e sviluppa specifiche capacità e competenze in chi lo pratica. È importante una pratica regolare e formativa.
I genitori non devono mai dimenticare che lo sport viene praticato soprattutto per sviluppare il corpo, la psiche, per formare il carattere e per educare ad una sana ed onesta competizione basata su regole chiare e condivise.
Nessun bambino «deve» diventare un campione per forza, ma va aiutato ed incoraggiato a svolgere con impegno e passione l’attività sportiva, va educato al rispetto delle regole e degli avversari, all’accettazione del risultato senza eccessive aspettative e senza sensi di frustrazione.

Lo sport, se praticato con impegno e costanza, vissuto con
 spirito di amicizia e solidarietà, può diventare una vera «scuola di vita» insegnando al ragazzo che l’impegno e la leale competizione pagano sempre. L’eventuale insuccesso temporaneo può essere di stimolo alla ricerca ed al raggiungimento di risultati futuri più alti e positivi sia sul piano personale che su quello sociale e lavorativo.
Ecco qui sotto una sintetica griglia sugli sport più diffusi con le età consigliate e le principali indicazioni dal punto di vista psicomotorio
Atletica leggera: dai 6 anniI movimenti tipici di questo sport coinvolgono tutti i muscoli del corpo, per questo è consigliato. Coinvolge in modo armonico il sistema cardiocircolatorio e respiratorio, richiede prontezza di riflessi e capacità di affrontare la sofferenza ed il disagio
Arti marziali: 5-6 anni
Consente di acquisire un ottimo senso del proprio corpo nello spazio quanto di sfogare in modo non violento l’aggressività; favorisce l’autocontrollo perché si insegna la pratica del contatto disciplinato con l’avversario.
Calcio: 5-6 anni
Lo sport per eccellenza in Italia, praticato ad ogni età. Permette un buono sviluppo fisico, anche se privilegia gli arti inferiori, e favorisce la coordinazione. Sviluppa velocità e resistenza. Attenzione però perché può stimolare la competizione esasperata.
Pallacanestro: 5-6 anni
È una disciplina completa: sviluppa sia gli arti inferiori che superiori, richiede velocità e resistenza. Dà un’ottima coordinazione oculo-manuale. Può essere uno sport duro, è infatti fondamentale il contatto fisico. È particolarmente adatto a favorire la socializzazione.
Nuoto: dalla nascita
Può essere praticato da subito, a tutte le età. Il nuoto è uno sport non traumatico e completo, che sviluppa armoniosamente tutte le parti del corpo. Apporta inoltre grandi benefici dal punto di visto cardiocircolatorio e respiratorio (è molto adatto agli asmatici). È uno sport «salvavita».
Danza: dai 5 anni
Favorisce la coordinazione e lo sviluppo armonico del corpo. La danza è infatti movimento, armonia, equilibrio, linguaggio del corpo espressione e comunicazione nello stesso tempo. Avvicinarsi da piccoli rende sicuramente più semplice l’acquisizione di abilità specifiche e di tecniche appropriate.

Equitazione:  da piccoli (amatoriale), dai 9 anni (agonistica)

Favorisce la conoscenza ed il rispetto per l’animale e la socializzazione. Adatto a migliorare coordinamento ed attenzione. Tonifica la muscolatura degli arti e dello scheletro. Vi sono rischi legati ai traumi da caduta.
Scherma 7-8 anni
È uno sport completo: sviluppa un’ottima coordinazione motoria (è prevista una seria ginnastica di compensazione per la parte del corpo che si usa di meno), ma anche capacità intellettive (equilibrio e prontezza mentale).
Tennis:  9-10 anni
Unisce eleganza, agilità e potenza. I programmi di compensazione previsti dai corsi più seri impediscono uno sviluppo unilaterale del fisico. Il tennis, inoltre, rende i riflessi più veloci, migliora la coordinazione, anche quella oculo-manuale, dona senso del ritmo e dello spazio.
Rugby: 7-8 anni
Sport di contatto indicato soprattutto per i maschi. Insegna a dare e ricevere colpi associati alla dinamica di gioco, attivando un meccanismo di difesa attiva. Insegna il rispetto per l’avversario e per le regole. Insegna la coordinazione e la destrezza, sviluppa tutta la muscolatura del corpo. Sono frequenti gli incidenti ed i traumatismi (solitamente lievi).