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martedì 18 febbraio 2014

Travasare che passione!

I travasi sono una delle attività più proposte al nido perchè riescono ad impegnare e a divertire sia i bimbi più piccoli che i più grandicelli. 
Riuscire a versare in un ciotolino per poi riversarlo in un altro ancora diventa un vero e proprio lavoro

Osservare le loro facce serie serie e concentrate è sempre una vera sorpresa e viene da meravigliarsi ancora di più quando si considera il periodo di tempo, di solito molto lungo, che utilizzano per questa attività che non sembra mai stancarli. Oltre a stimolare la motricità fine e il coordinamento oculo-manuale, mette in campo diverse emozioni legate alla sensazione dei materiali sulla pelle. Molto utile durante l'inserimento: il bimbo riesce ad allenare la comparsa e la scomparsa nel contenitore, proiettando l'azione sui suoi sentimenti nei confronti della figura parentale.

Proporre in maniera diversificata il travaso può essere una tecnica per non cadere nella banalità. Possiamo organizzarla da seduti con vecchi vasetti di yogurt, bottigliette di vetro, ciotole di metallo, cucchiai, colini: la differenza dei materiali dei contenitori è importante a livello sensoriale. Nei pentolini trasparenti il bimbo riesce a vederne il contenuto; bottigliette e piatti hanno misure di "riempimento" diverse; i fagioli secchi fanno rumori diversi se versati nel metallo e via dicendo.
In questo caso si può pensare di "delimitare" il territorio del bambino con un vassoio più grande nel quale ogni bimbo può svolgere la propria attività.

Si può anche, al contrario, gestire l'attività in maniera totalmente diversa offrendo loro una location più libera: un grande telo o tovaglia di plastica stesa in terra, il materiale rovesciato sopra e i contenitori a disposizione. E' meglio in questo caso di prediligere il piccolissimo gruppo, poichè la situazione può degenerare nel caos.

Vasche più o meno grandi possono essere un'altra alternativa validissima. Ci sono tavoli appositamente progettati per travasare in gruppo e in piedi, ma anche grandi catini possono diventare divertenti maxicontenitori per gli oggetti da travasare e... per i bambini stessi!

I materiali da travasare sono tantissimi: legumi secchi, pasta cruda di varie forme e dimensioni, farina gialla, farina bianca. Non dimentichiamoci liquidi cremosi (passato di verdura avanzato, pomarola, cioccolata calda...) e acqua, che per le loro diverse consistenze divengono anche una piacevole attività sporchevole.

martedì 11 febbraio 2014

Musica al nido!


La musica entra al nido non solo sotto forma di attività strutturata o di canzoncina, ma può diventare un bel sottofondo musicale in diversi momenti della giornata per rilassare, per scatenare o per riunire.

Pensare a momenti appositi per giocare con la musica è indispensabile per offrire proposte più o meno programmate nelle quali i bimbi imparino ad "esplorare" suoni e toni. Mettere a disposizioni strumenti musicali, veri o costruiti dagli adulti del nido (ad esempio, durante dei laboratori genitori), può essere un primo approccio. Costruire o decorare oggetti musicali può divenire un'attività divertente anche per i più piccoli: bottigliette tramutate in maracas possono essere dipinte con le tempere e riempite con il travaso.

Scoprire la musica degli oggetti comuni è sicuramente un buon modo per allenare all'ascolto e alla riproduzione e un valido spunto può essere dato dai libri di Arianna Sedioli.

Cantare canzoni insieme è un buon modo per cementare il gruppo nei momenti di "attesa", come quando si aspetta di iniziare l'attività, di essere cambiati o di andare a letto. Prevedere sottofondi musicali durante alcuni momenti della giornata, come durante la merenda o durante il disegno, può rappresentare una maniera per creare un bel clima.

E infine...ballare insieme al suono di ritmi più o meno movimentati è un buon espediente per "tenere" il gruppo, nonchè per divertirsi con i bambini.

martedì 26 novembre 2013

Inserimento al nido, conforto fra le mamme

di Daniela Campomagnani

L’asilo nido rappresenta nella vita del nostro bambino un grosso cambiamento, spesso dettato dalle esigenze familiari ma a volte anche scelto con la convinzione che sia un’esperienza di crescita positiva. E come ogni cambiamento nella vita del nostro bambino, anche l’inserimento all’asilo nido deve avvenire con gradualità e in un ambiente che lo faccia sentire a suo agio, permettendo giorno dopo giorno un sereno distacco dal genitore.

Spesso le mamme ignorano che l’inserimento sia un momento importante e delicato anche per loro stesse, perché il distacco dal proprio bimbo è quasi in tutti i casi accompagnato da una serie di emozioni contrastanti: da un lato c’è la consapevolezza che lì riceverà tutte le attenzioni e le cure che merita, che imparerà rapidamente tante cose nuove, che si divertirà, ma da un altro lato si teme che questa scelta, dettata dalla necessità, influisca negativamente su di lui, sul suo legame con i genitori e, di conseguenza, prevalgono i sensi di colpa

E nonostante tutto le mamme cercano di sorridere e mostrarsi entusiaste quando dentro di loro prendono luogo un’infinità di dubbi e paure, angosce di ogni tipo. Chi più e chi meno, chi prima e chi dopo qualche giorno, ogni mamma sente una miriade di sensazioni ed emozioni spesso difficili da capire.

L’inserimento al nido solitamente avviene con più bambini accompagnati dalle loro mamme e spesso questo momento risulta prezioso per molte di loro, specialmente quelle alle prime armi e molto in dubbio sul da farsi, se continuare con l’inserimento o rinunciare. Ed è qui che l’incoraggiamento a insistere, i racconti delle esperienze reciproche, i consigli e i legami che si instaurano nel parlare con le altre mamme sono per le più giovani parte fondamentale dell’inserimento; sono proprio loro, infatti, che più di tutte hanno bisogno di confrontarsi, di ricevere conferme che quello che si sta facendo è la scelta migliore per se stesse e il proprio bambino. Inoltre affrontare i pianti isterici del bambino che non vuole e non accetta il distacco con altre mamme che stanno vivendo o hanno vissuto in passato le stesse esperienze ed emozioni, porta inevitabilmente nella giovane mamma una sensazione di conforto. 

Sembra un’assurdità ma molto spesso l‘andamento dell’inserimento dipende molto dallo stato d’animo della mamma. Il bambino, infatti, percepisce tutti i suoi umori, i quali sono in grado di influenzare la sua serenità. Per questo è consigliabile mostrarsi contente e piene d’entusiasmo per questa nuova esperienza della sua crescita, anche se dentro di noi non è affatto così. Dare fiducia al bambino significa essere certe che è in grado di superare un momento difficile e di grosso cambiamento. Pur sapendo che sta soffrendo dobbiamo essere in grado di offrirgli tutto il nostro sostegno senza però cedere ad ogni suo capriccio. 

Ed è proprio in questi momenti difficili che sentirsi supportate da altre mamme che hanno già vissuto la stessa esperienza è fondamentale per permetterci di affrontare la situazione nel migliore dei modi sentendoci più sicure di noi stesse.
I bambini, solitamente, soprattutto quelli più grandicelli, vivono come un momento di crisi il passaggio dalla rassicurante situazione domestica a quella estranea di un ambiente totalmente nuovo con persone mai viste prima. Ma dopo un comprensibile momento iniziale di smarrimento, se il bambino si sentirà “al sicuro”, anche grazie alla serenità della mamma, tutte le paure di entrambi svaniranno.

giovedì 21 novembre 2013

Bambini al nido fin da piccoli? Sì, grazie

di Margherita Fronte, tratto da corriere.it

È il dubbio di tutte le mamme: iscrivere il figlio al nido oppure tenerlo in casa, affidandolo magari ai nonni o a una baby sitter? Anche i pediatri sono divisi, ma da qualche tempo gli studi stanno convergendo su un’unica risposta, che si può riassumere così: i bambini che iniziano ad andare all’asilo già nel primo anno di vita crescono più sani.
IL CONGRESSO - A tirare le somme delle ricerche disponibili sono stati gli esperti riuniti al Congresso delle società europee di pediatria, che si è tenuto di recente a Glasgow (Regno Unito). Ne è emerso che la frequenza precoce al nido fa diminuire in modo considerevole le probabilità di contrarre le più importanti malattie dell’infanzia. Per il tumore pediatrico più diffuso, la leucemia linfoblastica acuta, il rischio si riduce di circa un terzo e alcuni studi hanno trovato un effetto analogo anche per altri tumori. Un beneficio ancora maggiore è stato poi riscontrato per l’asma - che colpisce ormai quasi un bambino su tre fra i 6 e i 14 anni - il cui rischio arriva a dimezzarsi se i piccoli vanno al nido prima di aver compiuto un anno. Vantaggi sono infine stati osservati anche per il diabete di tipo 1 (con una riduzione dell’incidenza del 30-40 per cento) e per l’obesità, anche se in quest’ultimo caso gli studi sono ancora pochi e il dato va confermato.
SISTEMA IMMUNITARIO - Alla base del fenomeno c’è certamente il contatto precoce del sistema immunitario con gli agenti infettivi che circolano copiosamente fra i piccoli: i raffreddori, la febbre, la tosse e gli starnuti così ricorrenti durante i primi mesi di vita comunitaria hanno insomma un lato buono. E tuttavia, «sui meccanismi precisi di questa immunoregolazione indotta dall’esposizione alle infezioni c’è ancora ampio dibattito, e ipotesi anche molto lontane fra loro» spiega Giorgio Tamburlini, presidente del Centro per la salute del bambino di Trieste, commentando gli studi presentati a Glasgow sulla rivista Medico e bambino. Il dato che però emerge chiaramente è che quanto e più precoce è la frequenza tanto maggiori sono è i benefici.
DUBBI RISOLTI - Nel congresso britannico sono anche state fortemente ridimensionate le preoccupazioni che erano emerse in passato sul versante comportamentale. Le critiche agli asili d’infanzia, infatti, ancora oggi si basano soprattutto su uno studio statunitense che, a partire dagli anni Novanta, ha riscontrato nei bambini che vanno al nido maggiori difficoltà nella relazione con le madri e problemi di vario tipo, che si protraevano fino all’adolescenza. Una ricerca norvegese uscita quest’anno su Child Development, e condotta su 75mila bambini, non solo non ha trovato alcuna relazione di quel tipo, ma ha anche ha individuato alcuni errori fondamentali nel metodo seguito dagli americani, che ne avrebbero inficiato i risultati. Per contro, osserva Tamburlini: «Vi è un’importante messe di studi che hanno dimostrato benefici sullo sviluppo cognitivo e sociale».
ACCESSO DIFFICILE - Nonostante i vantaggi dei nidi, e i bisogni pressanti delle famiglie con figli piccoli, l’offerta di questo tipo di scuole in Italia copre solo il 10-20 per cento delle necessità e spesso le rette sono troppo alte. Conclude Tamburlini: «Sarebbe il caso che il nostro governo, le nostre Regioni e i Comuni impegnassero più risorse per questo fondamentale investimento. Provate a pensare cosa succederebbe se venisse prodotto un vaccino che allo stesso tempo sia capace di migliorare lo sviluppo cognitivo e sociale e di ridurre del 30-40 per cento le patologie più gravi del bambino: quale amministrazione nazionale o regionale si arrischierebbe a non renderlo disponibile? Ebbene, questo “vaccino” esiste. E si chiama nido».

lunedì 2 settembre 2013

L'inserimento al nido dei nostri bambini

Tra una settimana il mio piccolo inizierà la scuola materna. Sono preoccupata per l'inserimento perché non ha frequentato il nido. Cosa devo fare?


risponde Maria Pia Guin, Coordinatrice delle Attività Didattiche di Aurora

Ogni cambiamento comporta una difficoltà in quanto c'è sempre una parte di imprevisto e, quando si tratta di bambini piccoli, è bene non essere superficiali. Inoltre, nel suo caso c'è il distacco, il primo distacco importante!
Ogni scuola prevede un periodo strutturato denominato "inserimento" per aiutare genitori e bambini a conoscere il nuovo ambiente, a frequentarlo in modo graduale per evitare un distacco troppo prolungato dalla mamma e per abituarsi pian piano alle nuove regole. 

Durante l'inserimento il bambino rimane a scuola poche ore al giorno in compagnia della mamma o del papá e poi pian piano si allunga il tempo della sua permanenza e diminuisce quello dei genitori finchè, nel giro di una settimana o poco più,  è in grado di lasciare serenamente chi lo accompagna la mattina e di giocare con gli altri bambini senza problemi.
Tutti hanno bisogno di un tempo per inserirsi, un tempo per conoscersi e per abituarsi agli altri. Genitori, bambini ed educatrici fanno lo stesso percorso con modalità diverse e un obiettivo comune: aiutare il bambino a conoscere il nuovo ambiente e abituarsi ad esso.

Proprio così, occorre un cambio di abitudini che non è sempre facile e immediato, il compito degli adulti è quello di favorire questo cambio, che deve essere graduale, dare sicurezza e serenità al bambino. Occorre da parte degli adulti, soprattutto della mamma, molta serenità, calma e pazienza nel vivere con il figlio l'inizio di una bella esperienza utile per la sua crescita, per la socializzazione, per il raggiungimento dell'autonomia e per lo sviluppo di tante capacità. Questo comporta un distacco momentaneo, ma quando ci si ritrova ci saranno tante cose belle da raccontare.

Non tutti i bambini frequentano il nido prima della scuola dell'infanzia, la cosa importante è aver sviluppato una buona relazione con la mamma e  il papà e le altre persone, poi viene naturale aprirsi agli altri e stare bene con gli altri bambini.
La serenità della mamma, la fiducia dei genitori nella scuola scelta e la condivisione del progetto educativo sono fondamentali per iniziare bene questo percorso, il resto viene da sè.

Ormai da tanti anni la scuola dell'infanzia è una grande alleata della famiglia e si colloca in quella rete di aiuti di cui la famiglia ha bisogno per crescere i figli.

Le educatrici collaborano con i genitori nell'educazione dei figli e si stabilisce un rapporto di fiducia e di stima reciproca. Inoltre i bambini apprezzano subito l'ambiente ludico, sereno, stimolante e creativo e diventano protagonisti delle loro giornate, si sentono a casa loro in compagnia di nuovi amici con cui condividere le loro esperienze.